La fibromialgia (o sindrome fibromialgica) è una malattia definita dall’American College of Rheumatology come “una condizione di dolore cronico diffuso, caratterizzata dalla presenza di “tender point” (punti dolenti alla pressione) all’esame fisico”

I “tender point” sono dei punti specifici posti in corrispondenza di muscoli e tendini che risultano dolorosi alla pressione delle dita. In particolare si tratta di fibromialgia quando vengono individuati almeno 11 tender point sensibili al dolore su un totale di 18.

Il gruppo italiano di studio sulla fibromialgia ha recentemente definito questa malattia:

“una sindrome da sensibilizzazione centrale, caratterizzata da disfunzione dei neurocircuiti, che coinvolgono la percezione, la trasmissione e la processazione degli stimoli nocicettivi afferenti, con la prevalente manifestazione di dolore a livello dell’apparato locomotore”.

La manifestazione immediata e sicuramente più invalidante è appunto il dolore.

Il dolore viene riferito dai pazienti prevalentemente ai muscoli, ai tendini, ai legamenti, vale a dire alle parti molli dell'apparato locomotore.

Il dolore percepito non viene quasi mai descritto come dolore osseo in senso specifico ma piuttosto come un dolore diffuso in tutto il corpo o in alcune aree del corpo.

Perché il dolore lamentato dal paziente possa essere classificato di origine fibromialgica, esso deve soddisfare almeno due criteri:

  • Essere presente da almeno 3 mesi

  • Essere positivo alla palpazione di più di 11 tender points su 18: i tender points sono particolari punti (vedi figura) utilizzati a scopo diagnostico nei confronti della fibromialgia.

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I punti tender

Gli esami di laboratorio o la diagnostica strumentale non restituiscono mai valori alterati in caso di fibromialgia per cui non è possibile associare il dolore della fibromialgia a fattori biologici, fisici o chimici.

Per questo motivo sino agli anni '80 i pazienti che soffrivano di fibromialgia venivano spesso classificati come psicosomatici o ansiosi.

Tra le diverse cause della fibromialgia vi è la presenza di stress fisico e psichico, come anche condizioni quali la gravidanza, un forte affaticamento, un evento stressante di tipo emotivo come lutti, abusi, divorzio, perdita del lavoro, uno stress al quale l’organismo non è in grado di reagire.

Lo stress può rappresentare un evento scatenante eziopatogenetico, ma rappresenta anche un momento di riacutizzazione della sintomatologia .

La fibromialgia viene identificata come una patologia cronica che presenta delle fasi di riacutizzazione, soprattutto a seguito di carichi emotivi. E’ definita una sindrome da sensibilizzazione centrale, in cui sono presenti delle alterazioni della percezione del dolore.

Si presenta principalmente nelle donne, con un rapporto di 3 a 1 rispetto agli uomini, si può presentare anche negli adolescenti e nei bambini più piccoli.

Il sintomo più caratteristico della fibromialgia è il dolore cronico diffuso, riferito a “tutto il corpo”, presente da almeno 3 mesi.

Alcune espressioni comuni da parte dei pazienti sono: “mi fa male tutto” o , “riesco prima a dire che cosa non mi fa male”.

La sintomatologia dolorosa viene accentuata dal freddo, dall’umidità, ma anche da eventi stressanti, periodi di inattività o dal sovraccarico funzionale.

Il paziente al risveglio mattutino presenta dolore, lamenta di non aver dormito bene, presenta stanchezza e affaticamento cronico.

Riferisce inoltre spossatezza e mancanza di energie.

La fatica è nettamente più accentuata al risveglio, i pazienti descrivono questa sensazione con: “mi sento più stanco la mattina rispetto alla sera”.

Tipico sintomo della fibromialgia è un sonno non ristoratore, e si manifesta sotto forma di risvegli frequenti durante la notte con difficoltà a riaddormentarsi, sonno leggero, inversione del ritmo sonno-veglia. Le alterazioni del sonno accentuano il dolore e influiscono sull’umore, che a loro volta contribuiscono a disturbare il sonno.

Studi dimostrano che pazienti con sonno maggiormente alterato presentano una maggiore percezione del dolore ed un più elevato numero di tender point.

Alterazioni dell'equilibrio

Senso di instabiltà, di sbandamento, vere e proprie vertigini spesso ad andamento cronico e che vengono erroneamente imputate all'artrosi cervicale o a problemi dell'orecchio. Poiché la FM coinvolge anche i muscoli oculari e pupillari i pazienti possono presentare nausea e visione sfuocata quando leggono o guidano l'automobile.

Sintomi a carico degli arti inferiori

Sono rappresentati più spesso da crampi e meno frequentemente da movimenti incontrollati delle gambe che si manifestano soprattutto di notte (“Restless leg Syndrome" o "Sindrome delle gambe senza riposo").

Le caratteristiche ricorrenti nella fibromialgia si chiamano: iperalgesia e allodinia. L’iperalgisia è la percezione di forte dolore in seguito a stimoli di lieve entità; l’allodinia è il dolore causato da stimoli che non provocano normalmente dolore.

Si capisce, quindi, che la fibromialgia è una malattia che interessa un aspetto neurologico fondamentale, infatti, provoca l’alterazione delle funzioni dei neurotrasmettitori, quindi compromette le comunicazione tra le cellule.

I fattori che possono influenzare la fibromialgia peggiorandola ulteriormente sono: fattori climatici, fattori ormonali (come la disorganizzazione della ghiandola tiroide, forte stress. Infatti la fibromialgia può insorgere da molteplici cause tra cui traumi, infezioni, abuso di farmaci, ansia e stress.

La fibromialgia colpisce molto spesso le donne in età fertile e non sono rari casi di fibromialgia in gravidanza. La patologia può essere trattata efficacemente attraverso l’osteopatia, quando il paziente presenta disfunzioni osteopatiche diffuse e trascurate per molto tempo, trovandosi bloccato e in un profondo stato di malessere.

Il trattamento della fibromialgia: non ci sono farmaci d’elezione per questa malattia, la terapia farmacologica è prevalentemente di supporto in base alla sintomatologia.

Vengono somministrati:

  • antidepressivi

  • ansiolitici

  • antinfiammatori per il trattamento del dolore

  • miorilassanti utilizzati alla sera per favorire il sonno

Approccio osteopatico alla fibromialgia

In molti casi la fibromialgia ha un'origine osteopatica.

Tuttavia, dal momento che l'Osteopatia manca di un'integrazione adeguata a livello medico e sanitario, la presenza di una disfunzione osteopatica normalmente sfugge al normale controllo routinario della diagnostica tradizionale.

Una banale disfunzione vertebrale, per citare un esempio, non viene idenificata da nessun esame diagnostico né da alcuna valutazione clinica specialistica, allo stato attuale.

Pertanto un dolore di natura osteopatica viene interpretato sempre in altro modo.

I pazienti con fibromialgia vengono sottoposti a trattamenti fisioterapici allo scopo di promuovere il movimento e favorire il ricondizionamento muscolare.

Recentemente sono stati introdotte nuove terapie alternative come la medicina manuale e l’osteopatia.

L’osteopata si occupa della salute del paziente nella sua globalità e l’utilizzo di terapia manipolativa osteopatica in sinergia alla terapia standard permette di migliorare la sintomatologia correlata alla patologia.

In letteratura scientifica vi sono degli studi che dimostrano l’efficacia del trattamento osteopatico manipolativo in pazienti affetti da fibromialgia.

Uno studio retrospettivo ha analizzato 20 pazienti con fibromialgia che non rispondevano al trattamento standard; sono stati sottoposti a trattamento osteopatico manipolativo.

Lo studio ha evidenziato un beneficio immediato in termini di diminuzione del dolore e una maggiore funzione dell’apparato muscolo scheletrico.

Un altro studio aveva come obiettivo quello di valutare l’efficacia del trattamento osteopatico manipolativo in aggiunta alle cure mediche standard in una popolazione di pazienti con diagnosi di fibromialgia.

I ricercatori hanno trattato 24 pazienti divisi in differenti gruppi di trattamento:

  • trattamenti osteopatici manipolativi

  • applicazione di impacchi caldi sui tender point

  • terapia medica standard

Il gruppo sottoposto a trattamenti osteopatici manipolativi ha riportato una riduzione significativa in termini della soglia del dolore, come dolore percepito e dolore cronico rispetto all’altro gruppo di trattamento e al gruppo di controllo non trattato.

I risultati riportati dalla letteratura suggeriscono che l’utilizzo del trattamento osteopatico manipolativo agisce sulla riduzione del dolore percepito, sul miglioramento dei livelli di comfort e sull’aumento delle capacità funzionali dei pazienti, componenti importanti in questa malattia cronica.​

Visto che sovente si riscontrano disfunzioni che per tanto tempo sono state trascurate, la risoluzione dell’osteopatia può richiedere tempo, con la priorità di avviare un percorso di riequilibrio delle funzioni corrotte. In ogni caso il trattamento osteopatico andrà a comprendere e studiare il singolo individuo intraprendendo un percorso di risoluzione del problema su misura per il paziente e le sue disfunzioni, fondamentali per la cura della fibromialgia. Ci sono casi in cui si riscontrano disfunzioni craniali, altri casi in cui si riscontrano disfunzioni endocrine; in base a tali indagini l’osteopata è in grado di curare in modo risolutivo ed efficace la fibromialgia.

Consigli comportamentali

  • Alimentazione sana: per quanto non esistano indicazioni specifiche, si cerca sempre di consigliare al Paziente di una dieta equilibrata. Si consiglia di bere molta acqua e di mangiare frutta e verdura.

  • Attività motoria aerobica: si consiglia un'attività motoria non eccessivamente stancante, a regimi aerobici, come per esempio passeggiate, nuoto o bicicletta evitando gli sforzi eccessivi. L'attività faticosa (palestra) non è invece ben tollerata dai Pazienti con fibromialgia.

  • Miglioramento della qualità del sonno: si consiglia, per quanto possibile, di favorire al massimo il riposo cercando di migliorare le condizioni del ristoro (materassi comodi, cuscini ortopedici) e introducendo sonnellini pomeridiani o brevi stacchi.

  • Ridurre lo stress: in linea generale il Paziente dovrebbe tenersi lontano da attività eccessivamente impegnative o da fonti di stress di qualsiasi tipo cercando di adottare strategie per limitare al massimo le situazioni psicologicamente difficoltose.