r-p-riprogrammazione-posturale-globale-it-1.jpg

Comment un homme mantient-il une posture ou inclinéè contre le vent qui souffle sur lui?


Come può un uomo mantenere una postura eretta o inclinata contro il forte vento che soffia contro di lui?

In un mondo in continua evoluzione è una realtà indiscutibile che la medicina attuale ha un costo elevato, non cura sempre molto bene, e guarisce raramente: numerose sono le patologie in cui i trattamenti sono essenzialmente sintomatici.


I differenti sintomi sono considerati come delle “fatalità” e la risposta terapeutica utilizzata è quella degli “anti” ( antidolorifici, antinfiammatori, antipiretici, ecc…) In materia di dolori vertebrali e reumatici questa asserzione si verifica costantemente. Nelle differenti manifestazioni, che vanno dall’artrosi alla scoliosi passando per le ernie discali, la componente meccanica è raramente presa in considerazione anche se di fondamentale importanza. Tutte questa patologie hanno in comune delle sollecitazioni anomale muscolari causate da un disequilibrio del sistema tonico posturale e dei suoi differenti recettori.


Lo studio del sistema tonico posturale ha permesso di comprendere meglio e di circoscrivere le differenti patologie, di affrontarle con trattamenti più eziologici riprogrammando questo sistema a partire dai suoi recettori sregolati ; questo metodo si è chiamato “riprogrammazione posturale globale”.

Contrariamente ad un’idea acquisita , non è l’orecchio interno che ci permette di situarci nello spazio né di orientarci in rapporto a ciò che ci circonda, bensì gli altri ingressi del sistema tonico posturale in particolare: i piedi, gli occhi e la pelle.


Fin dall’inizio del secolo scorso Charles Bell si era posto un problema che ancora oggi si tenta di risolvere: in quale modo un individuo può, andando contro vento mantenere una posture in piedi dritta o inclinata per opporsi al vento che gli soffia contro?

Evidentemente possiede una capacità di riadattare e correggere ogni suo allontanamento dalla linea verticale.

Il ruolo dei recettori che consentono di mantenere la postura adeguata è fondamentale, essi sono stati scoperti già dal XIX secolo: gli occhi ( evidenziati dal dottor Romberg) i recettori propriocettivi dei muscoli soprattutto paravertebrali ( dottor Longet) , influenza vestibolare (dottor Flouerens) e il “senso” muscolare ( dottor Scherrington).


La prima scuola di posturologia fu fondata nel 1890 a Berlino da Vierordt.

Successivamente (1955) nell’ambulatorio dell’ospedale St. Anne di Parigi veniva pubblicata una tesi sull’importanza dei muscoli oculomotori nell’attitudine posturale.

Henry Otis Kendal definì la postura “ uno stato caratterizzato dall’insieme delle posizioni delle articolazioni del corpo in un dato momento”.

Più recentemente il professor J. Paillard introduce un approccio psico-fisiologico del concetto di schema posturale.

Grazie a Babinski nel 1899 si hanno i primi dati sugli aggiustamenti posturali associati ai movimenti volontari, derivanti dai difetti di coordinazione tra postura e movimento nei pazienti con problemi cerebellari. Da allora egli ha decretato che, sia nell’uomo che nell’animale, il movimento intenzionale è accompagnato e seguito da movimenti posturali.

I differenti lavori realizzati conducono a considerare il sistema tonico posturale come un insieme strutturato ad entrate multiple e con numerose funzioni complementari:


  1. lottare contr la gravità

  2. opporsi alle forze esterne

  3. situarci nello spazio e nel tempo che ci circondano

  4. permetterci l’equilibrio nel movimento, guidarlo e rinforzarlo.

Per realizzare tutto ciò l’organismo organizza differenti risorse:

Gli esterocettori che ci posizionano in rapporto al nostro ambiente ( tatto, visione, udito)

I propriocettori che posizionano le varie parti del corpo in rapposto all’insieme in una posizione prestabilita.

I centri superiori che integrano i selettori di strategia, i processi cognitivi e rielaborano i dati ricavati dalle due fonti precedenti.

Tratto da La Riprogrammazione Rosturale Globale. Dr. Bernard Bricot. Edizioni Staipro Merseille