Premessa

Utilizzo un approccio globale al paziente occupandomi sia di prevenzione che di ripristino della funzionalità del corpo.

Non è pensabile, quindi, suddividere ciò che attuo in branche, protocolli o indirizzi perché ciò tradirebbe il concetto fondamentale di globalità appena esposto, tuttavia, solo per facilitarne la comprensione classificherò le tecniche in:

tecniche osteoarticolari e muscolari,

tecniche fasciali,

tecniche viscerali

e tecniche cranio-sacrali.

Tecniche osteoarticolari e muscolari

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Sono tese a ristabilire la mobilità della struttura ossea o muscolare correggendo le posizioni delle articolazioni secondo i loro assi di movimento. La specificità delle manipolazioni consente il recupero della mobilità articolare. Hanno una forte influenza neurologica, oltre che puramente meccanica, in quanto favoriscono l’emissione di corretti impulsi dalle e alle terminazioni della parte trattata, e anche in zone più lontane ma ad essa collegate. I trattamenti specifici, consistono in precise operazioni pratiche che non prevedono l’uso di medicinali, ma solo una precisa manipolazione e manovre mirate per arrivare ad un notevole miglioramento di tutto l’apparato muscolo-scheletrico, che influirà sul resto del corpo.

Quindi, l’obbiettivo non è l’eliminazione dei sintomi, che sono i campanelli di allarme per individuare le cause che hanno portato all’insorgere della disfunzione, ma agire sulla causa.

Tecniche fasciali

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Il sistema fasciale sta assumendo un ruolo sempre più importante nell’ambito scientifico biomedico, nel tentativo di comprenderne la funzione e il relativo ruolo anatomofisiopatologico.

Questo sistema è costituito dai tessuti connettivi che rivestono, suddividono e collegano le differenti componenti anatomiche del corpo umano, circondando e compenetrando tutti i muscoli, le ossa, i nervi e gli organi, creando un unico ambiente per la funzione dei sistemi corporei. Il sistema forma una matrice tridimensionale continua di supporto strutturale dell’intero corpo umano, utile per la stabilità e la coordinazione, nutrimento, immunità, ecc. Questa materia si basa sulla conoscenza dell’anatomia, della fisiologia, dell’embriologia, della funzione, e delle possibilità di disfunzione di quello che è chiamato Complesso Fasciale, Sistema Fasciale o, semplicemente, Fascia.

L’approccio a questo sistema prevede un affinamento delle capacità percettive al fine di interpretare la funzionalità del tessuto fasciale (a diversi livelli e localizzazioni, collegato a diverse funzioni) e diagnosticare funzione e disfunzione in termini spaziali(alterazione della mobilità nelle varie direzioni) e temporali (ritmi).

Allo stesso modo sarà possibile impostare tecniche di normalizzazione che, pur con diverse sfaccettature dal punto di vista metodologico, saranno in grado di ristabilire la normalità di funzione.

L’approccio fasciale ai tessuti del corpo e alla loro funzione permette di utilizzare una manualità delicata e rispettosa, praticamente esente dal pericolo di provocare traumi.

Tecniche viscerali

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Come il movimento muscolo scheletrico deriva dall’attivazione contrattile della muscolatura striata volontaria, la cui sede elettiva è a livello del sistema nervoso centrale così la mobilità viscerale deriva dall’attivazione contrattile di una serie mediata di informazioni prevalentemente di tipo parasimpatico e simpatico quindi del sitema nervoso autonomo. Le tecniche che impiego derivano dalle conoscnze dell’osteopata Jean-Pierre Barral che ha reso noto i benefici della Manipolazione Viscerale in una vasta gamma di disturbi e patologie.

Per Viscere ci si riferisce agli organi e alle loro membrane soffici. Le Viscere hanno superfici scivolose e sono attaccate alle pareti delle cavità corporali e alla colonna vertebrale dai legamenti. Ogni volta che il vostro rachide si muove gli organi a esso attaccati devono per forza muoversi. Gli organi interni devono permettere al tronco di inchinarsi e girarsi e al diaframma di muoversi durante la respirazione.

Le aderenze e le tensioni possono alterare o restringere i movimenti e stressare gli organi e la loro funzionalità.

Quando un organo non può più muoversi normalmente, crea punti anormali di tensione che il corpo ora deve spostare. Potete percepire una postura scorretta più o meno gradualmente oppure accorgervene soltanto quando qualcuno vi racconta che non siete in posizione corretta, allora vi rendete conto che siete irrigiditi e che alcuni movimenti vi sono difficili.

Utile è tener presente che qualunque sia la condizione di salute che vi porta a richiedere un consulto potrebbe avere anche una componente viscerale.

La Manipolazione Viscerale è efficace nell’arco di tempo che precede la manifestazione conclamata (che comunque può essere alleviata dall’intervento manuale) il ruolo del fisioterapista è quindi preventivo oltre che terapeutico a livello della sfera viscerale. Offre l’opportunità di agire anche quando ancora la patologia non è tale, ma si rende manifesto un disagio funzionale, rispetto al quale l’intervento della medicina tradizionale non è nemmeno previsto.

La terapia manuale offre rimedio a squilibri funzionali e strutturali del corpo, tra cui disfunzioni di tipo muscolo-scheletrico, vascolare, nervoso, urogenitale, respiratorio, digestivo e linfatico. Permette la valutazione e il trattamento delle dinamiche di movimento e sospensione in relazione a organi, membrane, fascia e legamenti. Inoltre aumenta la comunicazione propriocettiva all’interno del corpo, conferendo nuova energia al soggetto, alleviando i sintomi di dolore, risolvendo la disfunzione e la postura scorretta.

Tecniche cranio-sacrali

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Da alcuni anni la terapia craniale può essere considerata diversa dalla realtà, mistificata, addirittura contornata da un’aureola di pratica magica. Molti medici allopatici si ostinano a non voler credere al meccanismo che ne sta alla base perché non supportato da dimostrazioni scientifiche sufficienti, il meccanismo di respirazione primaria, la motilità delle ossa craniche viene però avvalorata dall'efficacia del trattamento di numerosi pazienti che ne risentono i benefici, in maniera concreta, il primo indice della possibilità di mobilità cranica è dato dalla presenza e la morfologia delle suture craniche. Alcuni autori ammettono tale mobilità solo nel neonato e nel bambino. La terapia craniale si definisce tale poiché si avvale di tecniche che agiscono in particolar modo sulla struttura del sistema nervoso centrale,sul liquido cefalorachidiano che lo circonda, basandosi sull’esistenza della mobilità e motilità cranica “meccanismo respiratorio primario”.

Attraverso particolari abilità e specifiche tecniche manuali è possibile percepire il movimento ritmico e riequilibrarlo qualora ce ne fosse bisogno. Sono tecniche molto dolci ed estremamente potenti che hanno come scopo quello di equilibrare tutta la dinamica craniale, ridando movimento e plasticità ai tessuti e ai fluidi corporei.

Il movimento craniale dimostrato da W. G. Sutherland si è rivelato di importanza vitale per la Salute e per la funzione immunitaria del corpo,in grado di influenzare la circolazione endocranica, i nervi cranici, il sistema nervoso ed endocrino. La terapia va considerata in una visione olistica della persona, essenziale potenziale di autoguarigione. Propongo questo metodo non invasivo ed efficace molto indicato per i neonati e bambini come per gli adulti.